L’Opinione. Il silenzio colpevole

Inizia da oggi una nuova rubrica di TgVercelli. Si chiamerà “L’Opinione” e ospiterà il punto di vista di personaggi conosciuti che si cimenteranno su temi che hanno caratterizzato la loro attività o dei quali hanno particolari conoscenze.

 

Il primo che ospiteremo sarà l’ex Governatore del Piemonte, Roberto Cota, che con cadenza settimanale, ogni venerdì, ci fornirà un suo punto di vista partendo dalla realtà storico politica che stiamo vivendo, in cui sempre più spesso le spinte federaliste e autonomiste stanno prendendo piede. Si tratta di un fenomeno non nuovo, ma di certo sempre più diffuso, sul quale è interessante confrontarsi con le analisi di chi del federalismo parla da anni, come appunto Roberto Cota.

 

L’Opinione però non si limiterà a questi argomenti, in futuro ne affronterà altri. Perché pensiamo sia utile avere uno spunto in più per capire, approfondire e discutere di un mondo, il nostro, che si trova in un’epoca caratterizzata da continue, repentine, evoluzioni dei propri costumi sociali e politici. Una realtà che, alla fine, molto probabilmente è semplicemente alla disperata ricerca di una stabilità perduta.

Buona lettura

l.a.

 

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Ieri in Spagna un giudice ha ordinato l’arresto del governo Catalano ed è stato chiesto un mandato di arresto europeo per l’ex Presidente Puigdemont. Le reazioni dei nostri politici sono praticamente inesistenti, forse sono tutti affaccendati in altro. Questo fa male e ci deve far riflettere su che cosa è diventata la politica.

 

Il 1 ottobre in Catalogna si è svolto un referendum. Milioni di persone hanno manifestato forte e chiaro un disagio nei confronti dello stato centrale spagnolo, esprimendosi a favore della indipendenza della Catalogna.

 

La situazione è progressivamente degenerata, dopo anni d’incomprensioni, ed il governo di Madrid  non è stato in grado di gestire in alcun modo la situazione.

 

Oggi, invece di dialogare, la Spagna sceglie di giocare la carta della persecuzione e lo fa attraverso la magistratura che dovrebbe, invece, marcare la propria indipendenza proprio dal potere politico.

Puigdemont non mi è particolarmente simpatico, probabilmente non è simpatico in assoluto. In Catalogna gli indipendentisti sono bollati come sinistrorsi ed io non sono di sinistra. Puigdemont viene dipinto come un goffo perdente e  Rajoy come quello che ha vinto la partita. Eppure, ritengo che Puigdemont vada difeso e che vada difesa la sua libertà, perché la sua libertà è la nostra libertà. E’ La libertà di opinione ed è il riconoscimento del diritto di autodeterminazione. Qual è il confine? L’ uso della violenza, che non c’è stato da parte degli indipendentisti, e  che non deve mai essere né tollerato né incoraggiato. Oggi, assistiamo, invece, ad un silenzio colpevole.

 

Roberto Cota


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