Busto: ci vanno azioni più concrete per migliorare la qualità dell'aria

Riceviamo e pubblichiamo

 

 

 

 

Egregio Direttore,

anche se a Vercelli, la qualità dell’aria di ieri (mercoledì primo novembre) era in leggero miglioramento con valori di PM10 di 47 µg/m³, i giorni passati sono stati caratterizzati da valori record che hanno toccato i 146 µg/m³ lo scorso sabato.


La terribile situazione della qualità dell’aria non è solo un disastro per i nostri martoriati polmoni, costretti a respirare un cocktail di sostanze pericolose, ma anche un grave problema sociale ed economico.  Secondo OMS e OCSE gli oltre 90 mila decessi prematuri annui causati della pessima qualità dell’aria ci costano moltissimo: 88,5 miliardi di euro ogni anno, quasi il 5% del PIL. A queste cifre folli rischiamo di dover aggiungere a breve le sanzioni dovute alle tre procedure di infrazione Europee dovute ai continui superamenti dei valori limite degli inquinanti in cui è coinvolto il nostro Paese, con una multa che potrebbe ammontare a oltre 1 Miliardo di Euro.


L’Italia non rispetta i limiti della qualità dell’aria da oltre 10 anni e presenta tassi di mortalità più alti delle altre principali economie Europee: oltre 1.500 decessi prematuri per milione di abitante, contro una media dell’Unione europea di poco più di mille decessi prematuri. Un problema che tocca in particolare i bambini molto piccoli, estremamente sensibili all’inquinamento atmosferico.


È ovvio che a questo problema contribuiscano tutta una serie di attività come il traffico, il riscaldamento domestico e il settore industriale, ma non possiamo fare finta di dimenticare che sulla qualità dell’aria incidano anche in maniera importante agricoltura e allevamento.


Non a caso qualche giorno fa la Regione ha finalmente deciso di fare un primo timido passo per contrastare l’emergenza, elaborando, con il DGR n. 42-5805, le ‘prime misure di attuazione dell’Accordo di Programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento della qualità dell’aria nel Bacino Padano’. Tra le attività proibite non appena il livello di legge di 50 μg/m3 sia stato superato per 4 giorni consecutivi troviamo, oltre alle ovvie limitazioni della circolazione per le auto diesel e per il riscaldamento a biomassa, il divieto assoluto di qualsiasi tipologia di combustioni all’aperto (anche relativamente alle deroghe consentite) e il divieto di spandimento dei liquami zootecnici.


In relazione a questo, colgo l’occasione per spendere due parole sulla polemica tutta Vercellese dell’abbruciamento delle stoppie. Credo che stiamo parlando di un minimo di sano buon senso, non capisco il senso di continuare a bruciare le paglie quando la moderna letteratura agronomica testimonia che non ha effetti apprezzabili sulle infestanti, non ha effetti rilevanti sul contenimento delle malattie fungine, non ha effetti, in genere, di accumulo di tipo dannoso di sostanza organica. Si brucia solo utile materia organica che poi va reintegrata con concimi. A dirlo sono svariati i lavori e ricerche: invito a consultare quella svolta per più di un decennio consecutivo alla Cascina Sperimentale Boschine (prima che essa venisse miseramente alienata dalla Provincia di Vercelli per far cassa), ed altri innumerevoli lavori sono consultabili circa il beneficio della paglia trinciata ed incorporata direttamente nel suolo e del suo ruolo utile al mantenimento della fertilità. Nessuno vuole criminalizzare gli agricoltori, ma anzi, li si vuole sensibilizzare affinché a loro volta stimolino i loro colleghi più distratti e meno attenti a contribuire alla risoluzione di un problema che ci riguarda tutti.


Ridurre l’inquinamento atmosferico nelle nostre aree deve essere una priorità politica. È indecente assistere allo spettacolo di una politica che ‘tira a campare’ aspettando le piogge per paura di pestare i piedi a uno o all’altro settore (agricoltori, industriali dell’auto e dell’energia) oppure di scontentare i cittadini con i blocchi del traffico.


In pianura padana si muore di smog, questa è la realtà. Dobbiamo avviarci rapidamente verso l’abbandono del diesel, stimolando al contempo lo sviluppo di tecnologie pulite e la diffusione di veicoli ibridi ed elettrici. Dobbiamo fare in modo che ciò si accompagni a politiche per abbandonare l’uso del mezzo privato in favore del potenziamento e dell’efficientamento della mobilità pubblica. Dobbiamo abbandonare i progetti e gli investimenti sulle grandi infrastrutture che devastano il territorio senza rispondere ai veri bisogni dei cittadini portati avanti dalla vecchia politica.


Il M5S ha le idee chiare e, una volta al governo, avrà il coraggio di portarle avanti con determinazione. 

 

Mirko Busto

Deputato M5S

 


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