Noto commerciante di Vercelli rapito e rapinato: presi i banditi





Vercelli - Drammatica avventura di un noto commerciante vercellese di 72 anni, sequestrato, coltello alla gola, mentre stava salendo le scale di un edificio nella zona stadio, quindi legato, imbavagliato e dunque imprigionato in un alloggio. E poi rapinato di tutto: della Mercedes (con cui i malviventi sono poi fuggiti), della catena d'oro che aveva al collo, di un Rolex, dello smartphone e di 800 euro in contanti. Liberato grazie all'aiuto di un cittadino albanese che viveva in quel condominio e che ha buttato giù la porta, il commerciante ha poi dato l'allarme  e, in poche ore, con una straordinaria operazione investigativa, la Terza Sezione "Reati contro il patrimonio" della Questura di Vercelli, in collaborazione con la Squadra Mobile vercellese e con il supporto della Mobile di Torino, è riuscita  a risalire ai rapitori e rapinatori, un albanese irregolare di 33 anni e una rumena di 30, li hanno fermati (il fermo è stato poi tramutato in arresto) e restituito la refurtiva al commerciante.

La cronaca di quella drammatica giornata, lunedì scorso, è stata raccontata poco fa, in Questura, dal capo della Mobile Sergio Papulino e dal responsabile della Terza Sezione, Massimo Pietro Caron.

Tutto incomincia alle 17 di lunedì scorso. Al centralino della Questura arriva la chiamata di una donna: "Fate presto nel palazzo davanti al mio, c'è un uomo che sta invocando aiuto, grida è disperato". La Volante si precipita. Arrivano all'indirizzo segnalato e trovano l'uomo terrorizzato, con il collo segnato da lividi. Racconta: "Ero appena uscito dal mio fisioterapista, quando mi ha chiamato una donna rumena, che conosco da tempo perché frequenta il mio esercizio commerciale.  Qualche volta l'ho aiutata perché non lavora e  versa in difficoltà economiche. Mi ha detto: per favore devo parlati, ho seri problemi, puoi salire da me?". L'uomo è salito sulla sua Mercedes e si è diretto a casa della donna. Quando è sceso, ha guardato verso un balcone, e ha riconosciuto la sua cliente. Senza nutrire il mino sospetto di quanto gli stesse per accadere, ha incominciato a salire le scale. "Ad un tratto - prosegue il commerciante - ale mie spalle è arrivato un uomo gigantesco, che mi ha puntato un coltello alla gola e spinto nell'alloggio dove c'era la donna che mi aveva chiesto aiuto. Mi hanno rapinato di tutto, anche delle chiavi della macchina, poi legato ad una sedia e chiuso la bocca con un nastro adesivo. Poi mi hanno detto: stai calmo, domani manderemo qualcuno a liberarti".

Il commerciante, pur terrorizzato, è riuscito a togliersi l'adesione dalle labbra e ha incominciato a gridare aiuto. Le sue implorazioni sono state raccolte, tra gli altri, dalla donna della casa di fronte che ha chiamato la polizia e da un albanese che abita nel condominio. L'albanese riesce a sfondare la porta e a liberare il prigioniero.

La Volante chiama i soccorsi, arrivano Mobile e Terza sezione, con i due comandanti. Arriva anche il pm Pretti, arriva la Scientifica che mette a soqquadro l'alloggio, in cerca di indizi. Dentro un cassetto, compare un contratto di locazione intestato ad una donna rumena. La polizia scova la proprietà che fornisce l'indirizzo e, soprattutto, il cellulare della donna. Parte la caccia sia alla cella che possa agganciare sia questo numero, sia quello del rapinato. E finalmente, ecco che un segnale individua la zona dove si possono trovare i presunti rapitori: corso San Martino, a Torino. La Mobile vercellese avvisa i colleghi di Torino e dalla nostra città parte l'intera Terza Sezione con la foto della donna. Alle 22,30 gli agenti arrivano in corso San Martino e suonano agli alberghi, foto alla mano. In breve fanno centro. Racconta il portiere dell'albergo individuato: "Questa donna è in una stanza al secondo piano, con un uomo". Gli agenti fanno irruzione: l'uomo ha già al collo la catena d'oro del rapito, il Rolex è sul comodino. Messo alle strette l'uomo li porta a recuperare la Mercedes. I due vengono portati a Vercelli. In questura è intanto arrivata la vittima, che li riconosce e riconosce la refurtiva. 

Alle 4 di notte, dopo neppure 11 ore, la vicenda è conclusa: una rapina da 70/100 mila euro, con sequestro di persona, risolta grazie ad una delle più straordinarie operazioni di polizia che si ricordino. Una piccola aggiunta finale: la Terza sezione è il gruppo di poliziotti che nei giorni scorsi avevano fermato il ladro seriale di biciclette: otto delle ventidue recuperate sono già state riconsegnate ai proprietari.


EDM


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