L'omaggio di Vercelli a Dario Casalini



Vercelli - Ci sono persone, personaggi, caratteristici di una Nazione, di un territorio,  di una città, che è possibile riconoscere e riprodurre (in un disegno, in un dipinto) semplicemente tracciando il contorno della figura, oppure riportandone un vezzo, un particolare significativo. Ciò è possibile quando la notorietà della persona, del personaggio, è tale da poter mettere d’accordo chiunque: “Questi lo conosco, lo conoscevo”. Quando morì Luciano Pavarotti, i disegnatori si sbizzarrirono nel tracciarne la sagoma universalmente riconosciuta, la sagoma di un uomo pingue che sventolava il fazzoletto con cui si detergeva la fronte imperlata di sudore durante i concerti. Chaplin era spesso rappresentato attraverso i caratteristici baffetti, Churchill, dall’inseparabile  sigaro.

Ebbene, osservate la bella foto di Andrea Cherchi a corredo di questo articolo. Vi compare un uomo seduto probabilmente ad un bar in piazza Cavour. Ha il cappello calato in testa, ed è ripreso quasi si spalle, più che di profilo. Eppure tutti lo riconoscono: quella foto ritrae l’avvocato Dario Casalini. E se ciò è possibile, è perché il tratto di Casalini era universalmente riconosciuto nella sua città. Quell’uomo nella foto non poteva che essere l’avvocato, e nessun altro. Ed in quella foto, per giunta, c'era "tutto" l'ultimo Casalini, il suo "spleen", il suo spirito contemplativo, la coscienza di avere fatto quanto di meglio aveva potuto nella vita per le persone che gli erano care, la sua famiglia, i suoi amici, ma anche la "sua" città.

Come avvocato, uomo politico, intenditore di arte e di cultura, amministratore di banche, Dario Casalini ha caratterizzato almeno sessant’anni di vita vercellese, e giovedì 19 la Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, che egli ha guidato con mano sicura per diciotto anni come presidente effettivo e per un altro anno come onorario, lo celebrrà al Civico con una cerimonia durante la quale verrò distribuito in omaggio a tutti i presenti il libro “Vercelli nel cuore” , una sua accurata biografia scritta (riportando testimonianze di personalità autorevoli, dei suoi amici più cari e dei figli, Cristiana e Aldo) dalla giornalista pubblicista e dirigente scolastica Paoletta Picco, e resa graficamente in modo geniale da Guido Tassini. Un libro importante per Vercelli  che, ipoteticamente, dovrebbe essere apprezzato anche da coloro che mai hanno conosciuto l’avvocato Casalini, ma che amano la storia della loro città. Perché tracciando la biografia di Casalini, Paoletta Picco ha di fatto parlato di Vercelli, a Casalini indissolubilmente legata, perché, come dice acutamente il sottotitolo del volume, riportando una frase di Shakespeare, ”cos’altro sono le città, se non persone?”.

La serata per Casalini avrà inizio alle 17,30 al teatro Civico e sarà condotta dal giornalista Gigi Moncalvo (volto assai noto in Rai), grande amico di famiglia. Sono previsti una prolusione a cura di Alessandro Barbero (docente Upo, scrittore e divulgatore storico), letture dal libro a cura di Roberto Sbaratto (con il commento musicale del pianista Riccardo Mussato) e la conclusione di monsignor Enrico Masseroni, arcivescovo emerito di Vercelli.

Tutta la cittadinanza è invitata.

 



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