Locarni (LN): sul caso stoppie Busto fa solo propaganda


Riceviamo e pubblichiamo


Ho auspicato fin da subito che in questi giorni concitati a livello di politica nazionale in merito alla legge elettorale, non si perdessero di vista altrettanti temi, in alcuni casi molto più importanti. Auspicio che in molti casi ha trovato riscontro ma leggendo le ultime dichiarazioni di alcuni esponenti politici, come l’On. Busto afferente al movimento cinque stelle, sono rimasto perplesso. Se da un lato si può dar merito all’onorevole in questione per aver preso a cuore il problema dell’abbruciamento delle stoppie, dato che si provocano aumenti delle sostanze inquinanti come accertato dall’ARPA, dall’altro resto basito sul fatto che non dovrebbe essere materia della camera dei deputati ma bensì materia del consiglio regionale piemontese e del consiglio provinciale di Vercelli. Visto che la Deliberazione della Giunta Regionale 25 luglio 2016, n. 34-3695 di cui vi rendo un estratto: Descrizione della norma: al fine di favorire la conservazione del livello di sostanza organica del suolo, nonché la tutela della fauna selvatica e la protezione dell’habitat, è opportuna una corretta gestione dei residui colturali. A norma dell’articolo 22, comma 1 del decreto ministeriale n. 3536 del 8/2/2016, è    vietata la bruciatura delle stoppie e delle paglie. Deroghe: La bruciatura delle stoppie e delle paglie è ammessa: 1. per le superfici investite a riso, salvo diversa prescrizione della competente autorità di gestione nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) e nelle Zone Speciali di Conservazione (ZSC). Riguardo alla deroga 1 che ammette la bruciatura delle stoppie nelle risaie, in provincia di Vercelli si applica il regolamento approvato dal Consiglio Provinciale con deliberazione n. 347 del  15 settembre 1998, il quale BCAA 6 – Mantenere i livelli di sostanza organica del suolo mediante pratiche adeguate, compreso il  divieto di bruciare le stoppie se non per motivi di salute delle piante prevede che la combustione delle stoppie e dei residui vegetali in genere    sia consentita alle seguenti condizioni: -  si può effettuare dal 1° marzo al  15 dicembre; -  deve essere effettuata ad una distanza superiore a m. 100 dal limite delle  carreggiate delle strade provinciali e,  comunque, di pubblico transito, nonché dalle case, dai boschi, dalle piantagioni, dalle siepi, dai mucchi di paglia, di fieno, di foraggio e da qualsiasi altro deposito di materia infiammabile o combustibile; -  deve essere effettuata in un luogo preventivamente circoscritto ed isolato con mezzi efficaci ad arrestare il fuoco; -  per ciascuna azienda di superficie fino a 100 ettari, può riguardare giornalmente una superficie non superiore ai 5 ha; -  per ciascuna azienda di superficie superiore a 100 ettari, non può superare un ventesimo della superficie aziendale totale; -  è consentita esclusivamente nelle ore diurne, in assenza di vento e di nebbia; -  deve esaurirsi entro le ore 17.00 o le ore 18.00 nel periodo dell’ora legale. Ora è chiaro che l’onorevole in questione non si raccordi con i suoi colleghi di movimento, dato che il sottoscritto la prima azione che ha messo in campo è stata nel richiedere ai propri referenti in consiglio regionale se la norma fosse cambiata. Preso atto che si può e si deve intervenire in un contesto territoriale e non nazionale, sono convinto che si possano apportare delle modifiche sostanziali che permettano ai rilevatori di ARPA di non avere sussulti in negativo con l’innalzamento incontrollato del PM10 ma ciò non vuol dire creare allarmismo per un’esposizione mediatica propria senza un costrutto concreto al termine dell’azione stessa.

 

 

Gian Carlo Locarni

Responsabile nazionale dipartimento ambiente Lega Nord.

 


Condividi questo articolo sui Social


Commenti a questo articolo





Cosa pensi di ciò che hai letto?
0VotaInteressante
0VotaCurioso
0VotaD'accordo
0VotaContrario
0VotaDa condannare
1VotaTerribile!















Zone