Al Museo Leone il bulino di Armando Donna

Si aprirà domani, sabato, nella Sala d'Ercole del Museo Leone (inaugurazione alle 17.30) “Il bulino di Armando Donna. Opere dagli anni '30 agli anni '50”, la mostra che esporrà 32 lavori del maestro incisore vercellese (1913-1994), il cui nome è presente nelle più importanti raccolte come quella del Victoria and Albert Museum di Londra, del National Museum di Stoccolma, del Museo Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, del Museo Civico Bertarelli di Milano e della GAM di Torino.

Donna ha iniziato i suoi studi all'Istituto di Belle Arti, dove poi diventerà insegnante sino al 1990, sotto la guida di Enzo Gazzone che tra il 1936 e il 1940 lo perfezionò nella tecnica dell'acquaforte, facendolo esercitare su paesaggi di campagna e scorci cittadini. Nel 1941 a Donna capita tra le mani “Bianco e Nero. Avviamento alla comprensione e alla raccolta della stampa d'arte occidentale” di Giacomo Francesco Guarnati. Una folgorazione. Da lì in avanti il giovane artista si dedicherà anima e corpo al bulino, diventando uno dei suoi massimi esponenti. Del bulino lo attraeva il superamento di quelle che sono le regole tecniche, la dimensione artigianale del fare artistico, per giungere alla creazione dell’opera d’arte.

Nel corso degli anni '50, come si potrà vedere meglio nella parte finale della mostra allestita al Leone, Donna si farà seguace di un’arte “figurativa”, orientandosi verso una concezione sempre più essenziale del paesaggio, compreso quello industriale, che mescola speranze e inquietudini, concetti che verranno accentuandosi man mano durante la maturità, negli studi condotti sulle nature morte e sulle figure umane, ridotti a personaggi, spesso sagome, che incarnano l’uomo nella sua condizione di angosciosa impotenza.

La mostra ha la curatela di Simonetta Raimondo con la collaborazione di Piero Olmo. Il catalogo è curato da Massimo Melotti, l’organizzazione da Luca Brusotto. “Il bulino di Armando Donna. Opere dagli anni '30 agli anni '50” è visitabile dal martedì al venerdì dalle 15 alle 17.30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 (lunedì chiuso).  


m.m.


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