Lanificio Comero: i sindacati proclamano lo stato di agitazione

Stato di agitazione al Lanificio Comero di Gattinara. A proclamarlo FILCTEM CGIL – FEMCA CISL – UILTEC UIL in risposta alla decisione unilaterale dell'azienda di disdire l'accordo integrativo aziendale, in vigore fin dal lontano 2001.

Si comincia con il blocco di eventuali flessibilità e straordinari e si arriverà fino allo sciopero delle maestranze radunate davanti ai cancelli del lanificio Comero se non ci saranno risposte accettabili da parte dell’azienda. 

"Pur non essendo stato rinnovato per molto tempo a causa della crisi congiunturale del settore tessile - si legge in una nota sindacale - l'accordo aveva ancora pieno valore e garantiva ai lavoratori una piccola quota di salario aggiuntiva ai minimi tabellari previsti dal Contratto Nazionale del settore tessile. La disdetta del Contratto Integrativo per i lavoratori e le lavoratrici di Comero, tradotto in denaro, significa una perdita secca di salario di circa 1700 euro all’anno per ogni lavoratore". 

Sia l’azienda che Confindustria Vercelli non hanno inoltre dato dato risposta alla richiesta di incontro sul tema avanzata dal sindacato.

"Un tale atteggiamento - prosegue la nota - dimostra la pochissima attenzione rivolta alle proprie maestranze sebbene producano e lavorino con fatica tutti i giorni in fabbrica con retribuzioni anche di soli 1200 euro al mese".

Ad aggravare la situazione, nel mese di settembre l’azienda ha licenziato due lavoratrici impegnate nell’ufficio commerciale estero motivando il licenziamento con la soppressione di quel carico di lavoro che, invece, verrà spalmato sui colleghi che rimarranno in forza a quell’ufficio. "Una modalità, anche questa, che esce da quelle che sono le consolidate prassi di discussione e condivisione dei problemi aziendali con il sindacato che da sempre è disposto a ragionare per trovare la soluzione migliore ai diversi problemi - prosegue la nota -. I lavoratori di Comero chiedono attenzione, rispetto e il rinnovo del Contratto integrativo. E in ragione delle gravi mancanze aziendali, FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC hanno proclamato lo stato d’agitazione dei dipendenti del lanificio".

 


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