Pasquino e Rosso lanciano il Comitato per lo Statuto Speciale del Piemonte

 

 

Vercelli - Ieri, nella sala gruppi consiliare del Comune, due consiglieri comunali, Roberto Rosso, di Torino, e Stefano Pasquino, di Vercelli, hanno presentato il Comitato per la richiesta dello statuto speciale per la Regione Piemonte, che hanno costituito con altri tredici consiglieri comunali piemontesi il 7 settembre scorso.

 

Ha detto Rosso: Le Regioni a statuto ordinario del Nord Italia danno oltre 100 miliardi allanno di solidarietà al resto del Paese. Ricordando che il residuo fiscale corrispondente alla differenza tra le entrate complessive regionalizzate (fiscali e contributive) e le spese complessive regionalizzate (al netto di quelle per interessi) delle amministrazioni pubbliche, si osserva che tutte le Regioni e statuto ordinario del Nord presentano un saldo positivo: ovvero versano molto di più di quanto ricevono. “”Per quanto riguarda il Piemonte - ha spiegato Pasquino ai presenti - il residuo fiscale annuo positivo è di 9 miliardi di euro: noi vogliano che un terzo del residuo fiscale sia distribuito alle Regioni in difficoltà, ma che il restante denaro torni in Piemonte per i piemontesi.

 

Con questo obbiettivo il Comitato promuoverà una petizione da presentare alla Regione, affinché il Presidente Chiamparino  “vada a rinegoziare con lo Stato limpiego di questo residuo fiscale. La petizione di firme sarà lanciata formalmente innanzitutto con una serie di incontri ilustrativi  che, nella nostra provincia, si svolgeranno a Vercelli, Trino e Santhià. Poi partirà in grande stile la raccolta delle firme attraverso i tradizionali banchetti.

 

In accordo con la Lega, lannuncio del Comitato è stato posticipato di circa un mese perché il Carroccio è intenzionato ad arrivare allo stesso risultato con una serie di Referendum, che sono ad esempio già in cantiere in Lombardia e in Veneto.

Secondo il Comitato per lo statuto speciale della Regione Piemonte,  la strada della petizione è più spedita. Osserva Pasquino:In Lombardia e Veneto, inoltre, il referendum si potrà fare perché sono Regioni a guida centrodestra, purtuttavia, hanno impiegato quattro anni per predisporlo. Si aggiunga che in Piemonte Chiamparino non è assolutamente intenzionato a convocarlo, e dunque occorrerebbe attendere almeno due anni per sperare nel ritorno del centrodestra alla guida della nostra Regione, e ulteriori quattro anni di lavoro per arrivare al referendum. Dunque, ancora sei anni di attesa. I cittadini piemontesi non possono più aspettare: con tutti questi miliardi i cittadini piemontesi potranno rilanciare davvero leconomia della loro Regione, intervenendo in tutti i settori basilari per la ricrescita.

 


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