Varallo e Sabbia al voto per la fusione

 

Domenica di voto in Valsesia per capire se altri due comuni, dopo Rimasco e Rima San Giuseppe, arriveranno alla fusione. Si tratta di Varallo e Sabbia che potrebbero diventare cosa unica con un accorpamento del più piccolo, Sabbia 49 aventi diritto al voto, a cui si aggiungo i 42 residenti all’estero, in quello più popoloso, ossia Varallo (circa 6400 gli elettori varallesi).  

 

Il referendum consultivo si svolge secondo lo schema delle classiche votazioni. Seggi aperti dalle 8,30 alle 20 (servirà presentarsi con la tessera elettorale e un documento di riconoscimento). A Varallo le urne saranno nel Centro congressi di Palazzo d’Adda, a Villa Virginia, a Casa Serena, nelle frazioni Roccapietra, Parone, Camasco, Cervarolo, Crevola, Locarno, Valmaggia e Morondo, a Sabbia in municipio. Sulla scheda il quesito è scritto con questa formula: «Siete voi favorevoli alla fusione per incorporazione del Comune di Sabbia nel Comune di Varallo, secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 130, della legge 7 aprile 2014 n. 56?». Perché l’accorpamento si verifichi sarà necessario votare «sì», chi è contrario dovrà invece segnare il «no». 

 

Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi quindi questa sera si saprà già il risultato. Il referendum non sarà condizionato dal quorum, ma si conteggeranno tutti i voti validi, la cui somma nei due centri darà l’esito. L’espressione del parere dei cittadini verrà «registrato» nei Consigli comunali dei due Comuni (quello di Sabbia in programma già il 7 ottobre, pochi giorni dopo seguirà quello di Varallo) dopo di che la documentazione sarà spedita in Regione. E sarà piazza Castello ad avere l’ultima parola sulla decisione finale. 

 

Le amministrazioni di Varallo e Sabbia, guidate dai due sindaci Eraldo Botta e Carlo Stragiotti, sono reduci da un tour referendario di più giorni che ha voluto spiegare agli abitanti i vantaggi di questa fusione, primo fra tutti quello economico: se vincerà il sì da Stato e Regione arriveranno, nell’arco di dieci anni, circa 9,5 milioni di euro. L’accordo della fusione prevede che di questa cifra due milioni vadano a quella che potrebbe diventare la nuova frazione Sabbia. 

 

Ma proprio dal centro più piccolo si sono alzate campagne pro «no» che comprendono i consiglieri di minoranza, contrari all’idea di essere assorbiti da un Comune più grande visto che i bilanci di Sabbia sono a posto e l’unione non indispensabile. 

 


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