DIVERGENZE 75 – La non democrazia giustizialista

Mentre sta detonando il caso Renzi-Woodcock, una riflessione sulla vicenda, per me altrettanto esplosiva, del sequestro preventivo dei conti correnti deciso dalla procura di Genova.

Come dicevo l’altra mattina al segretario della Lega Nord Gianpiero Borzoni, incontrato ad un distributore, di primo acchito ci sarebbe da commentare che la Lega giustizialista e manettara della prima ora di Mani Pulite (ricordate il cappio sventolato in Parlamento nel 1993 dal deputato Luca Leoni Osrsenigo?) se l'era meritata. Ma poi bisogna onestamente dire che non sarebbe giusto ragionare in tal modo perché, a quell'epoca, Salvini era poco più che un ragazzino.

Dico quindi, che, anche in questo caso, non mi piacciono le decisioni cogenti della magistratura prima delle sentenze definitive. Non mi piacciono, nella stessa misura in cui - sempre a mio avviso - è stata raccapricciante per uno Stato di diritto la scelta di estromettere Berlusconi dalla vita politica per l'applicazione retroattiva di una norma dettata tra l’altro dal più vieto qualunquismo (la legge Severino), e incredibilmente votata pure dal centrodestra (!!!) durante il governo Monti. Così come non avevo digerito, anche se politicamente e cinicamente la cosa non mi era affatto dispiaciuta, la caduta del governo di centrosinistra prodotta dall'azione giudiziaria (con relativo, ed ineluttabile circolo mediatico subito in azione) contro la famiglia Mastella. Oggi, dopo nove anni di gogna, l’ex ministro è stato almeno risarcito dell’immagine compromessa, ma quell’azione dei Pm fece addirittura cadere un esecutivo. Nel nostro Stato sempre più “travagliato”  succedono purtroppo anche queste cose.

Per quanto riguarda il blocco dei conti correnti della Lega, la cifra di 49 milioni mi pare iperbolica, fuori da mondo. Io non ho esperienze dirette della Lega a Roma, qui a Vercelli vedo persone che spendono impegno e soldi di tasca loro (non molti soldi). Le loro idee potranno non piacere, ma la passione con cui si applicano è davvero lodevole. E sarebbe un peccato che il movimento in cui si riconoscono fosse stoppato nell'imminente campagna elettorale da una decisione della magistratura. Ovviamente direi le stesse identiche cose se toccasse al Pd piuttosto che ad Articolo Uno o a Fratelli d'Italia o agli alfaniani. Aggiungo solo, per concludere, che dovrebbero protestare tutti i partiti, anche quelli dichiaratamente e strenuamente anti Salvini. Invece non ho sentito levare alti lai, o almeno ne ho sentiti davvero pochi.

 

 

ENRICO DE MARIA

 


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