Meno parole e più azione per la sicurezza di Vercelli

Riceviamo e pubblichiamo

 

 

 

 

In tutte le città siano esse di medie o grandi dimensioni, il problema della microcriminalità è particolarmente sentito. La nostra Vercelli non si esime da questa particolare connotazione negativa. Sembrava ai più che le varie azioni che sfociano anche in atti delinquenziali fossero isolate ad alcune zone della città e che fossero solo azioni passeggere. Difatti invece di passeggero non vi è nulla, basti pensare alla situazione paradossale di via Scalise, per la quale non sembra essere stato trovato un rimedio efficace. Parlando con alcuni residenti della zona interessata, dato che non si può circoscrivere solo alla via in questione ma bisogna pensare anche alle aree adiacenti, costoro non hanno avuto il minimo sentore di un miglioramento della situazione in essere, anzi sembrerebbe che si sia man mano degenerata la situazione nel suo complesso. Se già tale area resta per i residenti, ma non solo, un motivo di sdegno per tutto quello che accade, ci si deve aggiungere un’altra zona della città in cui sta proliferando  “l’idiozia di gruppo,” idiozia che nel commutarsi in azioni al di fuori della legislazione corrente ha in sé un breve percorso. Mi riferisco alla zona di piazza Massimo D’Azeglio e limitrofi, sono oramai alcune settimane che decine di abitanti sottolineano come nelle sere, soprattutto il week-end, sulla tarda ora si debba assistere a scene di “ordinarie risse” o schiamazzi oltre il lecito e gli stessi abitanti nel voler sottolineare il ritorno ad un comportamento educato, rischiano oltre ad essere malamente apostrofati di subire danni alle cose se non addirittura a loro stessi. Auspicando un ritorno, ne dubito fortemente, ad una convivenza civile tra gli abitanti delle zone interessate da detti atti delinquenziali ed i frequentatori delle stesse, nonché attori principali di detti disagi, suggerirei umilmente di evitare la costituzione di ulteriori tavoli tecnici o quant’altro ma si predisponesse un’azione “educativa”, da parte delle forze dell’ordine tutte, per evitare che tali atti di micro criminalità sfocino in azioni di ben più spessore delinquenziale. Non sarebbe da sottolineare ma un potenziamento degli apparati di video registrazione in molti luoghi cittadini sarebbero un primo deterrente. Concludendo credo che sia doveroso ricordare che nessuno vuole il coprifuoco nelle vie cittadine ma che i cittadini di qualsiasi parte della città possano tranquillamente vivere la stessa senza condizionamenti negativi.

 

 

Gian Carlo Locarni

Lega Nord

 


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