In ristampa L'architettura romanica nel Vercellese

Torna in libreria a partire da settembre in ristampa anastatica “L'architettura romanica nel Vercellese”, il volume di Paolo Verzone pubblicato nel 1934. Pur avendo oltre ottant'anni si tratta ancora di un testo fondamentale per comprendere l'evoluzione dell'architettura del territorio in un periodo cruciale per la storia non soltanto dell'arte, ma anche politica ed economica. L'iniziativa porta la firma dell'Ordine e dell'Associazione degli Architetti della Provincia e il patrocinio del Comune.

Il libro prende in esame quaranta edifici romanici di Vercelli e della Diocesi in ventidue diversi Comuni. Uno studio dettagliato che raccoglie schede critiche, planimetrie, tecniche costruttive e diverse fotografie in bianco e nero. Tra le altre cose, al suo interno è possibile trovare informazioni puntuali sulla Basilica di Sant'Andrea e sulla fu Basilica di Santa Maria Maggiore, demolita nel 1777, il cui calco del portale e le cui decorazioni musive sono conservate al Museo Leone.

Proprio all'interno del Leone, Paolo Verzone intraprese una massiccia opera di restauro, nella fattispecie in Casa Alciati tra il 1930 e il 1934. I lavori cercarono di ristabilire l’architettura originaria con operazioni di consolidamento, di conservazione e di rinnovamento, rivolti più che altro alla struttura dell’edificio. In quell'occasione vennero alla luce gli affreschi di inizio XVI secolo, prima coperti da un pesante strato di intonaco, raschiato via da «intelligenti apprendisti dell’impresa appaltatrice delle opere murarie».

Paolo Verzone nacque a Vercelli nel 1902 e qui svolse la sua attività giovanile di progettista sotto la guida dell'architetto Giuseppe Rosso. Grazie alle sue ricognizioni sul territorio scoprì un nuovo corso delle architetture religiose erette tra la fine del X e l'inizio del XII secolo nel Vercellese e nel Novarese. I risultati della sua ricerca furono dati alle stampe nel 1935-1936. Fu anche abile restauratore. Tra i suoi interventi a Vercelli ricordiamo la progettazione, con Guido Allorio e con Giuseppe Rosso, del nuovo Teatro Civico (1928-1930); il restauro della Casa Alciati, sede espositiva del Museo Leone (1930-1934); su incarico del podestà Filippo Melchior, il restauro del complesso di Sant’Andrea, che comportò la sistemazione del chiostro e della cosiddetta cripta.

A partire dagli anni Cinquanta il respiro della sua attività si fece più marcatamente internazionale. Tra il 1951 e il 1956 insegnò alla Teknik Üniversitesi di Istanbul. Tra il 1953 e l’anno seguente partecipò alla missione archeologica di Side e nel 1957 fondò quella di Hierapolis di Frigia, della quale fu direttore fino al 1978, anno nel quale conseguì la Medaglia di Professore Emerito, per primo tra i docenti della Facoltà torinese di architettura. Seppure meno frequentemente che negli anni giovanili, Verzone non smise di occuparsi dell’architettura medievale del Nord Italia fino al termine della sua attività. Morì a Torino nel 1986.

Il volume “L'architettura romanica nel Vercellese” sarà disponibile da settembre al prezzo di 10 € alla sede dell’Ordine in viale Garibaldi 53 e nelle librerie vercellesi.


Massimiliano Muraro


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