Tutta Trino per l'addio a Gianmario Demaria

È una maledetta mattina di agosto quella dell’addio di Gianmario Demaria, nella sua Trino, che egli non solo amava, ma come ha detto Roberto Rosso in uno dei commossi interventi a fine messa, “straamava”. È una mattinata carica di angoscia e commozione. Per giunta torrida. Neppure un refolo di vento ad accarezzare la bara, poi sormontata dalle maglie della Pro Vercelli e del Trino e da una sciarpa degli ultras del Trino, quando entra in chiesa. Il vento non accarezza la bara di Demaria, ma ci pensano decine di mani a farlo, e centinaia di pensieri.

 

Ci sono proprio tutti a salutare questo giovane avvocato “garbato e gentile” (sono le parole del presidente della Provincia Carlo Riva Vercellotti). I sindaci di Trino, Alessandro Portinaro, e di Vercelli, Maura Forte, nonché l'ex sindaco del capoluogo Andrea Corsaro, con tanti altri, di tutta la provincia, il coordinatore regionale di Forza Italia Gilberto Pichetto, con gli amici Pane, Prencipe, Cortopassi, Pedrale, Piccioni, Marino, Politi, Camandona, Bordonaro, etc. C'è tutto il “suo” Trino Calcio, con il presidente Beppe Buffa in testa, mentre Massimo Secondo, con i dirigenti della Pro, non è riuscito ad entrare, ed è lì, sconvolto, davanti alla parrocchia di San Bartolomeo, a piangere l'amico nonché legale della società. È sconvolto anche Tony Bisceglia, che guida la delegazione Ascom. Ci sono tantissimi avvocati, forse tutti. E, tra di loro, la collega e amica di un'intera vita professionale, Raffaella Genipro. Tutti si stringono attorno a lei, per poi andare ad abbracciare la mamma di Demaria, Rita, e la moglie Betty. Quest'ultima, ieri, ha ricevuto una telefonata di condoglianze di Silvio Berlusconi, a riprova di quanto il suo lavoro di coordinatore provinciale degli Azzurri fosse considerato. Tanti abbracci anche per il fratello Maurizio e per la cognata, Annalisa.

 

Don Stefano Bedello, Trinese e parroco di Santhià, che concelebra con il parroco di Trino don Jacek Yankosz e con Don Carlo Longo, che oggi vive ad Asti ma è stato compagno di scuola di Demaria, apre la messa funebre con una frase mia così vera, per Gianmario Demaria, una citazione dalla Bibbia: "Chi ha tanti amici, è benedetto da Dio". Nell'omelia anche il parroco ha parole delicate e di speranza cristiana verso il defunto. Ma è dopo la Comunione che parlano gli amici, e la commozione sale al cielo. Dopo la preghiera del donatore di organi letta da Laura Zecchinato, prende la parola Roberto Rosso, amico di sempre, non solo della politica. L'ex sottosegretario è abituato a parlare in pubblico, ma stavolta incespica, si ferma, la commozione lo sta attanagliando. Riusciamo però a cogliere l'affetto che aveva per quel l'amico pur tanto più giovane di lui. E allora sgorgano i ricordi, l'energia che Demaria riversava in ogni suo atto per migliorare sempre di più la sua, la loro Trino, andando a cercare nel modo tutto quanto potesse essere importato nella cittadina sul Po. "Straamore" che oggi ha fatto sì che a salutare Demaria ci fossero tutti, ma proprio tutto, compreso, ha ricordato Rosso, l'ex sindaco Marco Felisati, accorso a Trino da Palermo, da dove stava gestendo (è il suo lavoro) una crociera della Costa.

E poi Rosso tocca il tasto Trino, elogiando il grande lavoro che Demaria stava svolgendo per riportare la squadra (presente oggi pressoché al completo con la maglia di rappresentanza) ai fasti cui l'aveva portata il papà Giovanni.

Sul rapporto indissolubile Demaria-Trino parlano anche, o almeno tentano di parlare, perché più che altro singhiozzano, il presidente Buffa e il ds Francesco Ristagno. E quando quest'ultimo, con due giocatori, va a depositare la maglia del Trino sulla bara, si leva un lungo, spontaneo, applauso della folla, che gremisce San Bartolomeo. Parla del Trino anche la cognata Annalisa, che ringrazia a nome di tutta la famiglia, per l'affetto smisurato riversato da tutti, in questi giorni, verso Gianmario, e poi legge una magnifica lettera firmata da Adriano Greppi e da Pino Ferraris a nome dell'associazione "Liberi di scegliere", che tutela giovani diversamente abili. Sostenendo che lo spettacolo deve essere anche solidarietà, Demaria aveva voluto che Liberi di scegliere comparisse nel progetto solidale dell'Lg. Trino calcio, e adesso dirigenti e giocatori lanceranno una colletta in memoria di Demaria, il cui ricavato andrà alla Onlus vercellese.

 

Mentre la moglie di Maurizio Demaria legge queste cose, noi cogliamo tutta la commozione e la sofferenza di un nostro collega (uno dei tantissimi giornalisti presenti alle esequie, e non solo per dovere professionale), l'addetto stampa del Trino Marco Miglietta.

 

La cerimonia è finita. Un lungo applauso saluta l'uscita del feretro dalla chiesa. Da oggi Gianmario Demaria, rapito all'affetto di tutti noi, da un'estate crudele, riposa nella sua Trino. Ma come tutte le persone che hanno dato tanto ad una comunità, non sarà mai dimenticato e l'urlo allo stadio "Un avvocato, c'è solo un avvocato" servirà a ricordare a tutti, anche alle generazioni future, che c'era un uomo di nome Gianmario che sognava una Trino sempre più bella e importante.

E sarà, ogni volta, una carezza in più: quella che oggi un vento che non c'era non ha potuto regalare a Gianmario per assecondare il suo Viaggio verso l'Altrove, e a tutti noi per alleviare una sofferenza inaudita. Perché Gianmario - come ha detto oggi Riva Vercellotti - era una persona unica e speciale, con la qualche bastava un niente per entrare in sintonia. E noi ci siamo entrati a migliaia.

 

Addio amico, e omonimo (quante volte, nelle rispettive campagne elettorali ci abbiamo scherzato su).

Ti sia lieve la terra.

 

EDM

 


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