Vercelli metta orari più restrittivi a slot e videogiochi d'azzardo

Vercelli –  Con una mozione sottoscritta dai consiglieri Capra, Comella, Massa, Naso e Tosi si riaccendono in città i riflettori sulla questione della limitazione degli orari “a tutela dei cittadini” per gli apparecchi di gioco d’azzardo, slot o videolotteries, presenti negli esercizi vercellesi. La questione aveva creato discussioni quasi un anno fa, era tra lo scorso settembre e il mese di novembre, quando il Comune aveva emesso una ordinanza che imponeva lo spegnimento delle “macchinette”, come previsto dalla legge regionale 2 maggio 2016, n. 9, ma in un orario di fatto “innocuo” per i proprietari dei locali: tra le 4 di notte e le 10 del mattino.

 

Ora invece, per i consiglieri che hanno sottoscritto la mozione con in testa Mariapia Massa, tale orario andrebbe rivisto. Ciò alla luce di una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte pubblicata lo scorso 11 luglio, che, respingendo i ricorsi presentati da alcune società che gestiscono videolotteries e slot, “riporta ad un esame serio di responsabilità il tema relativo alle ordinanze dei comuni che limitano gli orari di esercizio dei giochi d’azzardo offerti al pubblico in locali specializzati ( sale da gioco ) e non ( bar, ritrovi, ecc. ). I Giudici del Tar chiariscono definitivamente che in materia di gioco d’azzardo si deve assumere come “stella polare” la protezione del cittadino rispetto a gravi rischi sociali, sanitari e di dipendenza: le ordinanze dei Sindaci, pertanto, devono essere adottate assumendo la logica del contrasto a fenomeni che possono compromettere questo primario interesse”.

 

Da ciò la richiesta di cambio di impostazione per le limitazioni anche a Vercelli dove, come scrive la Massa in una nota, “Il Comune, con ordinanza del Sindaco del settembre scorso, aveva sostanzialmente abbassato il “livello di guardia”, dapprima stabilito con altra ordinanza di luglio 2016. Si era concesso un orario di esercizio più ampio ai gestori di intrattenimenti e tale atteggiamento prudenziale era stato sostanzialmente motivato dal fatto che – in un primo tempo – i ricorsi presentati sempre al Tar dalle case da gioco avevano trovato qualche accoglienza in sede di provvedimenti cautelari, cioè di richieste di “sospensiva”. Sembrava pertanto giustificato il fatto di voler evitare di esporre il Comune di Vercelli a contenziosi i cui primi segnali si mostravano incerti o addirittura con profili di rischio”.

 

“Ora, invece, la sentenza recente rimuove completamente questi dubbi – prosegue la Massa -, dando ragione a tutti i Comuni del Piemonte che abbiano adottato ordinanze veramente restrittive del gioco d’azzardo, come era chiaramente restrittiva la prima ordinanza, quella di luglio 2016, adottata anche dal Comune di Vercelli. Il centro dell’attenzione è posto non solo o non tanto su problemi tecnico giuridici inerenti alla legittimità di concessione delle licenze amministrative, ma sulla nozione di “ludopatia”, considerata anche dall’OMS come una vera e propria patologia”.

 

Da ciò la mozione presentata dai consiglieri Capra, Comella, Massa, Naso e Tosi, ovvero anche i cosiddetti “ribelli” in maggioranza, che invocano un “chiaro atto di indirizzo che la legittimi ad assumere, di nuovo e definitivamente, un provvedimento chiaro e drastico contro il gioco d’azzardo, a tutela della salute dei cittadini, confortata dalla pronuncia del Tar che non può essere ulteriormente ignorata”.


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