LA SINDROME DI WATERLOO / 17 - Più cessi per tutti



Vercelli - "Più cessi per tutti". Ironia a parte, potrebbe essere il nuovo slogan del Comune che, parola dell'assessore Carlo Nulli Rosso, appoggerà la neonata associazione vercellese "Mici" (Malattie infiammatorie croniche intestinali) sia accendendo di viola la Torre dell'Angelo sia chiedendo ai baristi cittadini di concedere gratis (cioè senza pagare in cambio il solito caffè o almeno un bicchiere d'acqua) l'uso della toilette, in caso di necessità. A parte le finalità più che nobili dell'associazione, e con tutto il rispetto di coloro che soffrono per tali malattie, va detto che secondo noi, tutti i proprietari di bar vercellesi non hanno bisogno di solleciti per soccorrere il cittadino in difficoltà. Il progetto "Più cessi per tutti" impone, comunque, delle  riflessioni: la richiesta vale solo per gli afflitti dal morbo di Crohn, oppure anche per per coloro che vengono improvvisamente colpiti (per le più varie ragioni) da un'urgenza intestinale? E ancora: occorrerà sventolare un prognosi, o basterà fare outing? Ed infine ci saranno chance anche per i deboli di vescica?


Problemi basilari. Ai quali aggiungeremmo - e forse qui la competenza del Comune sarebbe più istituzionale, con consona segnalazione al vigili  - il caso delle mamme che, pur circondate da bar (in città ormai sono millanta), continuano a tirare giù le mutandine ai pargoli e alle pargole per fargli fare pipì sulla strada o, peggio, contro i muri, spesso in pieno giorno, con la scusa che in fondo "Sono bambini". E le madri, diremmo noi, un po' maleducate.


Von Blücher


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