La storia delle donne partigiane nella prolusione del 25 Aprile



E’ stata intelligente ed efficace la scelta di Elisabetta Dellavalle, docente del licei classico e collaboratrice per arte e cultura della redazione di Vercelli de La Stampa, di centrare la sua prolusione odierna delle celebrazioni del 25 Aprile a Vercelli sulle donne partigiane. Una relazione esauriente, che ha passato in rassegna il ruolo della donna nella lotta per la Liberazione, approdando alle due ultime partigiane vercellesi viventi, vercellesi e forse d’Italia, che oggi sono ospitate alla casa di iposo di Vercelli: Mimma Bonardo e Olga De Bianchi. La prima 94 anni, non e l’è sentita di prendere parte alla celebrazione in piazza Camana, la seconda, novantunenne, invece c’era ed è stata festeggiata da tutti.

Alla Festa della Liberazione hanno presenziato la giovane presidente dell’Anpi di Vercelli, Sara Rocutto, con due suoi predecessori: Luigino Malinverni, pure lui novantunenne (nella foto con Elisabetta Dellavalle) e l’assai più giovane Sandra Ranghino. Con sindaco, presidente della Provincia, prefetto e questore, erano presenti le massime autorità cittadine, e va salutato, con soddisfazione, il ritorno della Banda musicale della Scuola Vallotti: ventiquattro gli elementi che il maestro Giuseppe Canone è riuscito a radunare per la celebrazione odierna. Tra le altre musiche, la Banda ha intonato “Bella Ciao”, che hanno pure cantato, davanti al Monumento della Resistenza del compianto Guido De Bianchi (fratello di Olga) gli antagonisti presenti: giovani dell’Osservatorio Novarese sulle nuove destre e del Centro sociale Mattone Rosso.


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