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ARRIVAL  (Movie Planet, Borgo Vercelli)


Dodici enormi astronavi aliene, subito soprannominate "gusci",  appaiono all'improvviso in diverse parti della Terra. E, anche se non fanno seguire alla loro presenza azioni ostili, le nazioni del mondo si dimostrano preoccupate. Occorre capire quali siano le intenzioni degli extraterrestri e gli Usa affidano la missione di comunicare alla linguistica Louise Banks (interpretata dalla straordinaria protagonista di "Animali notturni", Amy Adams), e al fisico teorico Ian Donnelly (Jeremy Renner), supportati da un colonnello dell'esercito. Louise è in un momento particolarmente doloroso della propria esistenza perché ha appena perso, a causa di un tumore, la figlia. Tuttavia prende a cuore la missione e sarà proprio lei a trovare la soluzione giusta per mettere i terrestri in contatto gli alieni, che non hanno intenzioni bellicose, ma che pure gli eserciti di mezzo mondo vorrebbero annientare. 

Strano che, fra tutte le recensioni che abbiamo letto, nessuna parli del chiaro modello ispiratore del film del regista canadese Denis Villeneuve (di cui tutti abbiamo apprezzato il notevole "Sicario", una delle opere più potenti girate sul tema della guerra contro i narcos messicani), e cioè dimUltimatum alla terra", immortale classico della fantascienza cinematografica. Anche là il mondo cerca di capire le intenzioni dell'extraterrestre Klaatu  e anche nel film di Wise tocca ad una donna comunicare ai terrestri il messaggio che giunge da galassie lontane.

"Arrival" si ispira sicuramente anche al racconto da cui è tratto di Ted Chiang e rimanda pure allo spielberghiano "Incontri ravvicinati del terzo tipo", ma il modello inequivocabile è il primo (non il pessimo rifacimento dei giorni nostri) "Ultimatum alla terra". Noi andremmo a vederlo semplicemente per ammirare lei, "Amy Adams", che in "American Hustle" abbiamo trovato di bellezza soprannaturale. Al di là dell'avvenenza (e della bravura) della Adams, il film sui "gusci" alieni si segnala tuttavia anche per la storia, che piacerà e commuoverà. Qualcuno la faccia vedere anche a Trump.


LA RECENSIONE- FLASH:


ALLIED - UN'OMBRA NASCOSTA


Sinceramente non abbiamo capito le stroncature che gran parte della critica ha riservato all'ultima opera di Robert Zemeckis. A noi questo "Allied" è piaciuto. A parte la performance di Pitt e della Cotillard - che peraltro ha convinto tutti: e non portava essere diversamente - il film è stato stroncato per una presunta mancanza di anima, rispetto alla messa in scena impeccabile (meravigliosa la ricostruzione della Casablanca 1942). Noi invece vi abbiamo colto intelligenza, passione e anche una certa dose di pathos, specie quando i due finti coniugi si trovano di fronte proprio  all'impeccabile, ma spietato, nazista che  in "Bastardi senza gloria", riesce a individuare il falso ufficiale tedesco da un particolare all'apparenza trascurabile. Ci riprova anche qui, però Max Vatan è pronto. Certo, non c'è in Zemicks la quasi esasperante tensione che solo Tarantino riesce a creare. Ma anche in "Allied" il regista distribuisce con intelligenza dettagli rivelatori, che conducono all'inevitabile prologo. Per noi: 7 e mezzo.



Al link sotto la programmazione al Cinema Italia di Vercelli


http://cinemaitaliavercelli.altervista.org/


 


 


Al link sotto la programmazione alla multisala Movieplanet di Borgovercelli


http://www.movieplanetgroup.it/mp_vercelli/index.php



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