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PASSENGERS (Movie Planet, Borgo Vercelli)


Prendete il regista di uno dei migliori film dell'ultimo decennio (il norvegese Morten Tyldum di "Imitation Game"). Prendete la "miglior attrice giovane" al mondo (secondo la rivista "Rolling Stones"), la bellissima Jennifer Lawrence, capace di passare con straordinaria bravura e disinvoltura dal ruolo di eroina dei film di azione (Mystica in "X Men" e Katniss Everdeen in "Hunger Games") a quelli di interprete  delle ultime, geniali opere di David O. Russel ("Il lato positivo", "American Hustle" e "Joy"). Prendete il protagonista di straordinari film di cassetta come "I Guardiani della galassia" (uno e ora due), Chris Pratt. Prendete una delle migliori sceneggiature di un giovane esordiente, John Spaihts. Miscelate tutto e otterrete "Passengers", un film di fantascienza senza alieni e spade laser, che pone i due protagonisti, Aurora (un giornalista) e James (un meccanico) di fronte ad un futuro unico nella storia dell'umanità.

Passengers narra infatti dell'astronave "Star Ship Avalon" diretta verso una colonia terrestre che dista 120 anni. I 5.259 passeggeri che devono viaggiare per oltre un secolo sono in catalessi (o meglio, in sonno criogeno), ma il malfunzionamento del dispositivo che ha indotto tutti al letargo, ha un'imperfezione e James e Aurora si risvegliano con novant'anni di anticipo, unici esseri umani coscienti, costretti a dialogare con un barman androide che ricorda il diavolo-barman di Shining.

Materia davvero intrigante, film irrinunciabile.


LA RECENSIONE-FLASH


IL MEDICO DI CAMPAGNA. Opera delicata e, possiamo svelarlo, a lieto fine, e che quindi scalda il cuore, "Il medico di campagna" non entrerà mai nella mia personalissima classifica dei film preferiti, però regge assai bene le due ore di narrazione, soprattutto grazie ai due protagonisti: il medico di campagna interpretato dal François Cluzet, che ci fece commuovere e divertire in "Quasi amici", e la squisita collega che va in suo soccorso, quando la vita del medico pare mettersi male, al secolo Marianne Denicourt. Il racconto di Thomas Lilt si snoda agile, senza inutili sovrabbondanzs, con momenti lirici (il medico che va a rapire l'anziano paziente all'ospedale) e con scorci divertenti, fra tutti l'assedio delle oche (che lei chiama anatre) all'inesperta dottoressa. Il nostro voto: 7


Al link sotto la programmazione al Cinema Italia di Vercelli


http://cinemaitaliavercelli.altervista.org/


 


 


Al link sotto la programmazione alla multisala Movieplanet di Borgovercelli


http://www.movieplanetgroup.it/mp_vercelli/index.php



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